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Approvato il “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive”

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Londra – Approvato il “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive” con un decreto dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per proteggere i mari e gli oltre 8.000 chilometri di coste dell’Italia da inquinamenti accidentali, da petrolio e idrocarburi, dalle conseguenze pericolose per l’ambiente di naufragi di mercantili o di incidenti marittimi.

Il piano definisce le competenze delle autorità incaricate di intervenire in caso di un incidente marino che può causare inquinamento accidentale (o deliberato). Stabilisce inoltre anche le competenze della flotta antinquinamento del ministero.

Sono indicati i diversi fattori di rischio, le tipologie di emergenza e come comportarsi attraverso situazioni operative di prevenzione dell’inquinamento e di recupero e smaltimento delle sostanze inquinanti, a seconda dei tratti di mare e di costa interessati da eventuali inquinamenti.

Lo scopo del piano è fornire uno strumento per l’organizzazione del pronto intervento per la difesa del mare e il coordinamento delle operazioni di lotta agli inquinamenti accidentali e deliberati nelle acque territoriali.

Siamo intervenuti per disciplinare e aggiornare, dopo 25 anni dal piano precedente, il coordinamento tra gli enti e le strutture interessate e le misure organizzative da adottare a livello centrale e periferico – ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini – per consentire una direzione efficace delle operazioni di disinquinamento; per fissare le misure procedurali di supporto economico e finanziario da mettere in atto per sostenere gli interventi; per definire le direttive per l’attuazione degli accordi internazionali da mettere in atto con le autorità dei Paesi confinanti o cointeressati dall’inquinamento in corso; per definire il modo di impiego dei 40 mezzi antinquinamento della flotta del ministero dell’Ambiente“.

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