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No al petrolio, i Vescovi di Abruzzo e Molise evangelizzano. Ma la vita quotidiana dell’uomo può fare a meno dell’uso del petrolio?

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Londra – Il recente intervento della Ceam (Conferenza Episcopale Abruzzo Molise) in merito alle trivellazioni per l’estrazione del petrolio e l’immediata risposta della Confindustria di Chieti hanno aperto un nuovo aspetto nel dibattito che da anni si tiene in Abruzzo e Molise sull’estrazione del petrolio.

E’ subentrato l’elemento “fede”.

La Chiesa Cattolica nel suo ruolo di evangelizazione, « Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. » (Matteo 28,19,20), parla all’anima delle persone.

Ed i vescovi abruzzesi e molisani hanno parlato: “Ci riferiamo, in particolar modo, ai progetti di sfruttamento energetico, in particolar modo petrolifero, su cui ci siamo già pronunciati come Conferenza episcopale regionale nel 2008 e, mediante l’intervento di alcuni di noi o tramite gli uffici da noi delegati, in varie occasioni nel corso di questi ultimi anni. In luogo di una vera ‘conversione’ a progetti di crescita sostenibile, in ascolto della voce dei territori e delle popolazioni di cui abbiamo la cura pastorale si confermano e si aggravano le scelte più rischiose per la salute e il benessere di tutti. La stessa promessa di uno sviluppo economico viene a cadere di fronte alla grave situazione economica e sociale, ancora nel pieno della crisi che investe il nostro Paese e, in particolar modo, la nostra Regione: con l’eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, in maniera irreversibile e irresponsabile”

Bene.

E’ stato accertato che… nel pieno della crisi che investe il nostro Paese e, in particolar modo, la nostra Regione quindi per la Ceam siamo in crisi, e prosegue la nota… l’eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, qui è il motivo del contendere: lo sfruttamentio energetico è relativo al sottosuolo (terrestre e marino) ma sempre sottosuolo e la “ferita” si sanerebbe non solo per i livelli occupazionali ma anche e sopratutto per il carico fiscale (royalties, impoets e tasse) che lo “sfruttamento energetico” porterebbe nella casse delle istituzioni o in uelle dei cittadini (benzina card modello Basilicata).

Infine, … si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, l’Abruzzo e il Molise non sono stati abbandonati negli anni scorsi quando eventi catastrofici hanno dilaniato la terra e la solidarietà di tutto un Paese e non solo si è fatta sentire e soprattutto vedere (se poi la classe politca non è stata capace del suo compito, questa è un’altra storia).

L’energia è un settore di interesse nazionale e l’interesse nazionale prevale, o meglio dovrebbe prevalere sull’interesse locale. In tutti i campi. Se vale per la solidarietà e la protezione civile vale anche per l’energia. Spogliazione dell’ambiente naturale…. si parla di sottosuolo e lo dimostrano altre realtà turistiche (Tunisia, Egitto, Malta, Abu Dhabi) che i due settori possono convivere per lo sviluppo economico.

In conclusione si cita il “Cantico delle Creature” la bellissima poesia, la più antica della letteratura italiana che si conosca scritta da San Francesco d’Assisi nel 1224.

Ma si potrebbe citare anche questa celebre frase tratta dal libro di un’altro grande italiano Marco Polo che nel suo “Il Milione” ha scritto: «Ancor vi dico che in questa Grande Erminia (Armenia) è l’arca di Noè in su una grande montagna, ne le confine di mezzodie in verso il levante, presso al reame che si chiama Mosul, che sono cristiani, che sono iacopini e nestarini (nestoriani), delli quali diremo inanzi. Di verso tramontana confina con Giorgens (l’attuale Georgia), e in queste confine è una fontana, ove surge tanto olio e in tanta abondanza che 100 navi se ne caricherebboro a la volta. Ma non è buono a mangiare, ma sí da ardere, e buono da rogna e d’altre cose; e per tutta quella contrada non s’arde altr’olio.»

Quindi il petrolio serve per….. la vita quotidiana delle persone oppure ne dobbiamo fare a meno?
Credo prorpio che non sia il caso di abbandonare il petrolio.
E se la Chiesa Cattolica ha il concetto dell’Universalità (come lo ha e lo deve avere), vorrebbe che in tutta la Terra non si estraesse più petrolio? Non credo.

Perchè altrimenti l’uomo a quel punto con cisa si scalderebbe, con quali mezzi si muoverebbe, quali strumenti utilizzerebbe per la vita quotidiana non realizzati con l’estrazione del petrolio?
Utilizzerebbe il legno o la carta che deriva dal legno, o nel concetto dell’universalità anche l’energia solare non dovrebbe essere toccata?

Ma rimaniano a San Francesco ed al suo “Cantico delle Creature”

Termina così:
Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate
et serviateli cum grande humilitate

Umiltà nel vivere, nel sapere, nell’insegnare, nello scrivere, nel lavoro, e nel servire il Signore al quale tutti dovremmo un giorno rispondere.

Riccardo Cacelli
Cacelli Management & Consulting Ltd

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