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Consigli regionali, odg contro le trivelle in mare. Gli interessi regionali valgono più di quelli nazionali?

Il momento della firma della Costituzione Italiana

Il momento della firma della Costituzione Italiana

Londra -Che in Italia ci sia “qualcosa” che non funziona lo sappiamo tutti.

Ma che vi siano iniziative di natura politiche ch evanno contro gli interessi nazionali, questa proprio.

O meglio non lo ci si aspetta da politici regionali navigati.

Alla base di tutto c’è la Costituzione.

Gli interessi nazionali devono prevalere sugli interessi regionali.

L’energia è un tema di interesse nazionale, come la Difesa, la Magistratura, la Pubblica Istruzione e non può e non deve essere demandata alle Regioni.

I Consigli Regionali oggi vanno contro le decisioni prese dal Governo in termini di energia, dando al Mondo intero l’immagine e, a questo punto, la consapevolezza che in Italia è tutto possibile, ma “non” è possibile investire.

Ora la guerra delle trivelle.

La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha adottato oggi un ordine del giorno ”secco e preciso sul bersaglio”, rende noto ”con soddisfazione” il presidente del Consiglio pugliese, Onofrio Introna, alla cui iniziativa si deve il documento unanime dell’organismo che riunisce i vertici di tutti i parlamenti regionali.

Condiviso nella plenaria della Conferenza, a Roma, l’odg “impegna i presidenti, le Giunte regionali e gli assessori all’ambiente ad opporsi con ogni atto necessario alle decisioni del
governo nazionale che autorizzano prospezioni nel sottosuolo marino e consentano qualsiasi attivita’ di sfruttamento del mare e di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in
Adriatico e nello Ionio“.
I presidenti dei Consigli convengono inoltre “sull’organizzazione di una Conferenza di tutte Regioni adriatiche e ioniche, italiane e non, da tenersi a Venezia l’8 e 9 novembre, con la partecipazione, già confermata, del ministro per l’ambiente Corrado Clini”.
L’obiettivo è il divieto assoluto di perforare i nostri mari – ricorda Introna – per metterli in sicurezza da ogni rischio di inquinamento, che sarebbe fatale per un’economia fiorente come quella turistica e marinara“.
Veneto e Puglia hanno inviato proposte di legge al Parlamento, l’Abruzzo seguira’ presto l’esempio.

L’Adriatico è poco piu’ di uno stagno, il Mediterraneo poco piu’ di un lago – dice Introna – non voglio nemmeno pensare a un disastro ambientale come quello del Golfo del Messico, che ridurrebbe milioni di europei in condizioni invivibili. E vogliamo estendere le norme che
vietano ricerche e prelievo di idrocarburi nei mari a tutte le regioni che si affacciano sull’Adriatico, sullo Ionio, su tutte le acque del Mediterraneo europee. Per questo, inviteremo a Venezia, l’8 e il 9 novembre, delegazioni di Paesi adriatici: Croazia, Montenegro, Albania, Grecia“.

Ma non invitano Malta (che è in Europa), Tunisia (che è più a nord di Lampedusa), Libia, Algeria ed Egitto. Chissà perchè?

Peccato poi che nel Mediterraneo navigano superpetroliere!

All’inquinamento che loro procurano, nessuno pensa! Mah!

 

Si avvicinano le elezioni e la demagogia inizia ad imperare!

Per un seggio parlamentare, questo ed altro. Sulle tasche e sul futuro degli italiani.

 

Riccardo Cacelli

Management & Consulting Ltd

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