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Ci vuole coerenza e non demagogia. Il caso del disegno di legge 3437 per l’abrogazione dell’articolo in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

3437

Londra – La politica, secondo un’antica definizione, è l’Arte di governare le società, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto all’attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.

Ma non è così. Almeno in Italia.

In Italia a volte assistiamo alla totale mancanza di coerenza dei politici che un giorno votano a favore di un provvedimento ed il giorno dopo votano o compiono atti per l’esatto contrario.

Volete un esempio. Eccolo.

Il 2 agosto al Senato, nel corso della seduta n. 785, si discute in aula la questione di fiducia sul ddl n. 3426 di conversione in legge, recante misure urgenti per la crescita del Paese.

Le posizioni dei Gruppi in merito al decreto sono state svolte nel corso della discussione generale e della successiva discussione sulla fiducia, cui hanno preso parte i sen. Armato, Vincenzo De Luca, Ranucci, Donaggio, Fioroni, Vimercati, Sangalli (PD), De Toni, Carlino, Bugnano (IdV), Mugnai, D’Alì, Alberti Casellati, Gallone, Gallo (PdL), Aderenti, Cagnin, Mazzatorta, Maraventano, Vaccari (LNP), Molinari (Terzo Polo:API-FLI), Thaler Ausserhofer (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) e Viespoli (CN:GS-SI-PID-IB-FI).

La maggioranza degli intervenuti ha riconosciuto che il decreto contiene una serie di importanti misure per la crescita, quanto mai opportuni dopo i duri sacrifici imposti ai cittadini italiani.

IL giorno dopo, 3 agosto 2012, con 216 voti favorevoli, 33 contrari e 4 astenuti, il Senato ha accordato la fiducia al Governo Monti.

Il voto favorevole del Gruppo PD è stato invece espresso dal sen. Zanda, secondo il quale “le aspettative di sviluppo del Paese sono strettamente collegate alla fiducia al Governo Monti, che ha garantito all’Italia un ruolo in Europa oltre le aspettative e che ora dovrebbe completare il già importante lavoro svolto con il rapido varo della legge anticorruzione, indispensabile precondizione per lo sviluppo. Semmai è il Parlamento che non ha fatto la sua parte sul fronte delle riforme costituzionali, ormai naufragate, e che dovrebbe approvare presto e a larghissima maggioranza la nuova legge elettorale che l’intero Paese chiede“.

Infine, il sen. Cursi (PdL) ha dichiarato il voto favorevole del Gruppo, valutando “positivamente il decreto che costituisce un ulteriore tassello del mosaico che Governo e Parlamento stano costruendo insieme. Particolarmente efficaci saranno le misure adottate in materia di internazionalizzazione delle imprese, di promozione del turismo, di defiscalizzazione per le imprese che assumono giovani, di green economy, nonché il principio dell’IVA per cassa. In dissenso dal Gruppo PdL hanno espresso voto contrario i sen. Boldrini e Caruso.

E cosa succede nella stessa mattinata?

Che viene presentato il disegno di legge 3437 per l’Abrogazione dell’articolo 35 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

A presentarla sono i senatori D’Ali’ Antonio, Alicata Bruno, Ferrante Francesco, Della Seta Roberto e Mazzuconi Daniela. Hanno firmato il Presidente (primo firmatario), Vice Presidente, Segretario e membri della 13^ Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato.

Pochi minuti prima hanno votato a favore del provvedimento.

Nello spazio della stessa mattinata approvano una legge e subito dopo presentano un disegno di legge che ne vuole abrogare un’articolo.

Questa la chiamano crescita? La crescita per l’Italia non può essere solo economica, ma anche sociale e politica.

La Costituzione non vieta proporre leggi. Ma è il buon senso del legislatore compiere atti coerenti.
L’Italia ha bisogno di coerenza. Gli italiani hanno bisogno di coerenza.
Per il futuro, per la crescita, per assicurare i cittadini che vivono in un Paese normale e non in una repubblica delle banane.

Infine, i proponenti sanno bene che il disegno di legge non arriverà mai alla sua approvazione e che è solo demagogia per far vedere ai propri potenziali elettori che si sono mossi in “difesa” del loro pensiero.

Ma si tratta di vera “difesa” o solo demagogia pre-elettorale?

A voi cari lettori, la risposta.

Riccardo Cacelli
Cacelli Management & Consulting Ltd

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